
È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - LO SPLENDORE #24 - PERDERSI PER SEMPRE
Hans Doré non sembrerebbe, per esempio, essere un oggetto di salvezza per sua madre.

È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - LO SPLENDORE #24 - PERDERSI PER SEMPRE
Hans Doré non sembrerebbe, per esempio, essere un oggetto di salvezza per sua madre.

È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - LO SPLENDORE #23 - ESSERE OGGETTO DI SALVEZZA
Ogni oggetto può contenere la salvezza, questo è vero, ma è necessario evitare di essere generici.

È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - LO SPLENDORE #22 - CONOSCERE IL MONDO
La finestra da cui Hans guarda con caparbio stupore il mondo può dunque essere inteso come un oggetto di salvezza, dal momento che salvare il mondo non implica azioni etiche o religiose o ideologiche (azioni dalle quale piuttosto il mondo dovrebbe essere salvato):

È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - LO SPLENDORE #21 - RAPIMENTO MISTICO
L’atlante come rappresentazione del mondo assorbe l’immaginazione di Hans, però, in misura minore del mondo come rappresentazione.

È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - LO SPLENDORE #19 - TUTTO IL MONDO IN UN LIBRO
Sopra l’atlante, in fondo, “c’è tutto il mondo”, e questo ricorda la storia di quel libro sul quale Dio lesse che avrebbe creato il mondo:

È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - LO SPLENDORE #20 - UN LIBRO COME SPECCHIO DEL MONDO
E infine possibile congetturare che Hans è stato attratto e rapito dall’atlante perché era per lui come uno specchio in cui vedersi per guardare il mondo.