
È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - LO SPLENDORE #31 - UN DIO INAFFIDABILE E AMBIGUO
Se è vero che il libro azzurro è il mondo, diventa quasi manifesta l’identità del Libraio.

È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - LO SPLENDORE #31 - UN DIO INAFFIDABILE E AMBIGUO
Se è vero che il libro azzurro è il mondo, diventa quasi manifesta l’identità del Libraio.

È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - LO SPLENDORE #30 - IL LIBRO AZZURRO È IL MONDO
Però no, il libro azzurro non può essere l’oggetto che chiamiamo salvezza: infatti la sua mutevolezza e perennità ci dicono che il libro azzurro è il mondo, dal momento che il mondo è un libro.

È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - LO SPLENDORE #29 - IL LIBRO AZZURRO COME OGGETTO DI SALVEZZA
Forse l’oggetto della salvezza che viene cercato ne “Lo splendore” non è Hans, non è il libraio, ma è il libro azzurro, che cambia di continuo nella percezione di chi lo guarda, che muta e muta e muta a garanzia della perennità dell’essere.

È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - LO SPLENDORE #28 - IL CUSTODE DEL LIBRO AZZURRO
Questo l’incontro di Joseph Idel con il libraio: “Gli venne incontro un uomo molto elegante, con i capelli bianchi ma che sembrava giovane, o sembrava non avere nessuna età precisa, che gli chiese se poteva aiutarlo”.

È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - LO SPLENDORE #26 - SALVARE IL SALVATORE
Hans Doré, su questo non ci sono dubbi, non è un oggetto di salvezza nemmeno per sé stesso.

È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - LO SPLENDORE #27 - UNA LUNGA TRAMA PER LA SALVEZZA
Il Libraio può essere inteso come quell’oggetto che stiamo chiamando salvezza?