
È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - ACQUE MORTE #5 - UNA FINE MAGGIORE
E venne una fine maggiore, perché il giardino, non più adorno di magnifici palazzi, e sinagoghe, e chiese, e bei templi, e piazze e strade e viali, e siepi e poscondole, e fontane e pozzi, era così vuoto di bene, che dagli amboni degli alberi una voce dettò il silenzio:

È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - ACQUE MORTE #4 - LA FINE DEL GIARDINO
Poi venne la fine, perché, stanchi di fare l’amore, gli uomini si riposarono all’ombra di se stessi, e senza paura, senza desiderio, guardarono quanto di superbo e grandioso avevano fatto:

È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - ACQUE MORTE #3 - GRANDE SI FA IL GIARDINO
E il giardino ebbe quindi inizio più grande, quando, fra le creature, gli uomini, con trucchi e maliziosi artifici, finsero col desiderio e la paura l’amore:

È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - ACQUE MORTE #2 - L'INIZIO DEL GIARDINO
Quando i colori vollero ostendersi, spinsero la luce a terra: e i fiori aprirono i petali e le corelle; spumò l’aria e l’erba vi si ritorse dentro; e si levarono gli alberi.

SE ANCHE LA CASA CROLLA, RIMANE IL FUOCO; RIMANE IL CUORE: PERSERVARE NEL BENE
Il Cadavre exquis è una tecnica di componimento artistico metafisicamente eccellente, ma sufficientemente incosciente da essere usata anche dai surrealisti, nella quale due o più persone realizzano un’unica immagine, eseguendo la propria parte senza conoscere quella eseguita dagli altri.