
CANONE #5 - HERMANN BROCH
Hermann Broch guarda le strade di una città americana in perenne costruzione. La città cresce, si espande, si moltiplica, si complica come un tumore.

CANONE #5 - HERMANN BROCH
Hermann Broch guarda le strade di una città americana in perenne costruzione. La città cresce, si espande, si moltiplica, si complica come un tumore.

CANONE #4 - ROBERT MUSIL
Perfino nelle fotografie in cui cerca di ostentare la più respingente delle albagie e di interporre uno schermo fra sé e gli altri, segno di un distacco e di una impermanenza assoluta, Musil non riesce a nascondere la dolcezza di uno sguardo melanconico; lo sguardo di chi, salvo da qualsiasi sentimentalismo, partecipa, con pienezza di sentimenti, alle sorti umane. È lo stesso tipo di partecipazione, aliena e incomprensibile ai più, che Musil vive per i personaggi dei suoi romanzi. Robert Musil possiede un coraggio sufficiente ad affrontare quelle depressioni e ansie e angosce che sono le vie (regie) di accesso alla realtà. I più le rifuggono, facendo uso di anestetici religiosi, ideologici, filosofici.

CANONE #3 - JAMES JOYCE
Voglio parlare di Joyce per parlare del grande dio Ermete. Voglio, anzi, parlare di Joyce come fosse il grande dio Ermete, padrone dei sogni e custode della notte.

CANONE #2 - FËODOR MICHAJLOVIČ DOSTOEVSKIJ
Il giorno era sospeso nella confusione con la notte. Dostoevskij aveva perso tutto a carte. Sedeva su una poltrona sdrucita, in un locale che puzzava di fumo, sudore, urina e incenso.

PROLOGO E BREVE NOTA SULLE IMMAGINI
PROLOGO
Vorrei premettere alcune parole doverose. Canone prosegue il lavoro di evocazione iniziato con Sette racconti, pubblicato in Appunti per «Lo splendore». Anche Canone, come Sette racconti, raccoglie i ritratti di quegli spiriti che costituiscono la bibliografia ideale di Lo splendore: il suo canone.

CANONE #1 - HERMAN MELVILLE
La notte era stata tremenda: il sonno si era mischiato alla veglia, il sogno alla realtà, e dalla confusione ne aveva ricavato dolore allo stomaco, alla testa, a tutto il corpo: era un dolore, gli pareva di ricordare, che si ripeteva da millenni come un crimine esecrabile.