
IL TEMPIO #16 – GUARDO IL NODO INCISO SULL’ARCHITRAVE
Ho messo le mani nella terra e nascosto i semi alla radice dei sette pilastri. Gli uccelli faranno il resto.
Guardo il nodo inciso sull’architrave, e, mentre ripasso i disastri, troppi, e recito a memoria le rotte e i moti dell’almagesto, lascio che la vertebra maggiore, la prima e ultima, mi faccia male affinché, del tutto bianco, rimanga per il tempo necessario desto: dura, l’infinito, quanto serve per fermentare ogni vizio e peccato; e, infatti, fermo sull’equante di me stesso, dove non è più nulla ciò che è stato, mi segno la fronte e infine procedo: e la soglia calpesto.
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Nell'immagine, una figurazione di Veronica Leffe.

