
IL TEMPIO #9 – TORNARE A CASA
Ho detto al cassiere di tenersi il resto. Ho fretta. Non ho fatto altro, da sempre, che fuggire questo, ma la vita è così che è fatta, e ora sono davvero solo.
Apro il pacchetto e mi infilo in bocca una sigaretta: lo strazio e il dolore, e la grandezza; e il cielo viola steso sulla Tiburtina, e sfilare da ogni notte, a una a una, ogni mattina; i miei bar e le mie risse; quattro libri, tre sogni e i miei maestri; e la rivoluzione prossima delle stelle, e le danze che fanno senza fine; all'improvviso, dalle tasche dell'anima la fine; e i tiamoenontiamo, e in un chicco di grano tutto il mondo; e la verità ferma nel cuore fermo, e tondo, e, tondo, il vizio che non si spezza; il sapere, il tuo sapore, e la conoscenza; e tu che, secondo le regole dell'arte e della scienza, saresti stata la mia sposa: facciamo che mi sono inventato tutto e ora mi accendo la sigaretta e poi torno a casa.
Testo di Pier Paolo Di Mino.

