
IL TEMPIO #1 - LA COPIA DEL MONDO
Ho visto un sole morso e tormentato da mille mosche: non c’è pace fuori da questo sogno di grandi imprese e voglie losche.
Forse è semplicemente successo che mi sono perso: la classica giornata perfetta con il cielo terso, e io che ero bambino. Lasciai la mano di mia madre e, parlando da solo, mi allontanai verso il destino, e ci misi un po’ per capire che non sapevo dove andavo ma, non so come, riuscii a tornare indietro, e mia madre era lì, con lo sguardo smarrito nel mattino di vetro, che pensava ai casi suoi, era ancora una ragazza, dritta accanto a un semaforo dritto; e io pensai: nulla sarà mai più vero. O, forse, quello che è successo davvero è che, per qualche misterioso avvenimento, mi sono perso in un mondo non mio, copia di quello vero, ma, questa la notizia buona, non meno bello dell’originale, o forse più bello, perché le copie hanno una natura più scabrosa e maliziosa, natura che non potevi non essere tu, che sei bellissima, e che, infatti, mi dissi, ti avrei trovato, e saresti stata la mia sposa: e, se non ci riuscivo, sarei tornato a casa.
Testo di Pier Paolo Di Mino.

