
È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - IL LIBRO AZZURRO #138 - IL PARADISO È POSSIBILE
E che il paradiso sia possibile, dopo essere stati processati dallo splendore; che il paradiso sia inevitabile è facile a vedersi oggi come non mai, in questo noioso
tempo stinto e azzurrato, che si presenta come la fine di un mondo, e il lento estenuante doloroso inizio di un altro. Non è certo la prima volta, nella storia dell’uomo, che una civiltà completa il proprio ciclo e si dissolve. Tutto cade nell’incredibile e nell’irreale: i soldi comparano i soldi (direbbe Aristotele) e il lavoro perde di senso; perde di senso la materialità di ogni cosa; i poeti ripetono modulazioni che non capiscono e i sacerdoti riti di cui ignorano il significato. Questa dissoluzione ha normalmente un esito felice: le istanze e i motivi originari che avevano dato origine a quella civiltà tornano in superficie e galleggiano nella nebbia onirica della realtà frantumata del crollo secolare come resti diurni, offrendosi da materiali creativi per la costruzione di un altro mondo, che, magari, è il paradiso.
Nell’immagine “Il tempio crollò e tutto ebbe inizio”, una figurazione di Veronica Leffe per "La profezia di Sakīna" (pittura acrilica su carta).
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.

