
È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - IL LIBRO AZZURRO #122 - QUANDO SI GIOCA CON I DADI
Ci si deve guardare dai pericoli più grandi anche quando si gioca con i dadi; quando i dadi vengono gettati e fatti rotolare, e fanno un suono d’ossa e di denti, e
spiumano l’aria, e trascinano via i ricordi, e i pensieri, e i progetti, e le ambizioni, e gli appetiti, i sogni a occhi aperti, gli incanti provati senza motivo, i momenti di inusitato coraggio, le piccole mestizie, gli sbagli, le remore, le infamità commesse vergognosamente, le cose perse per sempre, le parole sentite per caso in un giorno senza pretese da una persona qualsiasi e che hanno cambiato la nostra vita: quando i dadi rotolano e trascinano tutto con sé non è facile non sentire in pericolo la vita. Ci si deve guardare le spalle soprattutto quando, i dadi, caduti una volta di più, all’infinito pareggiano tutto.
Nell’immagine “Giocatori di dadi” olio su tela di Georges La Tour, realizzato nel 1650 circa, oggi conservato presso il Preston Park Museum&Grounds (immagine nel pubblico dominio, tramite Wikimedia Commons).
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.

