
È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - IL LIBRO AZZURRO #119 - ANDARE CONTRO NATURA
Le storie di mutazioni e meraviglie, di orrori e di catastrofi, di amori e di contese, di guerre e di rivoluzioni congegnate dalla scienza regia in paradiso vengono
costantemente verificate e amplificate grazie ai giochi d’amore, che, con bella grazia infantile, si consumano quando le donne e gli uomini invitano chi desiderano, amano, concupiscono a fare quel gioco sontuoso che si chiama “come se”, e si dicono: facciamo come se io fossi te e tu me, facciamo che io sono questo, tu quello, e che ci troviamo qui, oppure lì. Ed è così, quindi, che si viene a sapere tutto, infine, rispondendosi, durante questi giochi, alle domande essenziali: cosa cantarono le sirene quando Ulisse era legato al palo, e cosa provò lui mentre resisteva?, cosa pensò di sé stesso il primo frammento di materia separandosi dalla propria natura?, come fa Arianna a rinnovare stagionalmente la gelosia di Dioniso senza sbagliare mai?, perché nulla giunge alla propria natura se non separandosene?, cosa disse Tiresia quando disse la verità a Giove e Giove si tramutò in Artemide?, perché è proprio della natura andare contro natura? E via dicendo: all’infinto.
Nell’immagine, incisioni tratte da “Elementa chemiae” di Johann Conrad Barchusen, edizione del 1718, tavola 505, figure 14-17. Il volume è conservato presso la biblioteca del Science History Institute di Philadelphia (immagine nel pubblico dominio, tramite Wikimedia Commons).
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.

