
È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE – IL LIBRO AZZURRO #36 - IL MONDO È UN ARTIFICIO ALFABETICO
Dietro le parole ci sono i pensieri, dietro i pensieri le cose che tocchiamo nell’immaginazione.
Queste cose che tocchiamo nell’immaginazione, secondo alcuni, sono lettere. Secondo costoro la creazione è un libro le cui creature sono le lettere. Un dio è autore di questo libro. Gli indiani lo chiamano Brahma. Gli egizi lo chiamavano Toth, il dio a cui attribuivano l’invenzione della scrittura. Qui da noi qualcuno lo chiama ancora, a volte, Hermes, un dio inaffidabile e ambiguo, il che ci induce a vedere il mondo certamente in una luce ambigua, come qualcosa di inaffidabile. Del resto, il mondo è ambiguo e inaffidabile. Questo riempie alcuni di stupore e smarrimento, e contraria il bisogno di purezza di molti. Chi ama la purezza non può amare il mondo, e, per prima cosa, disprezza l’artificio alfabetico con il quale è costruito. Platone si rivela dunque davvero devoto a Hermes, e amante di ogni ambiguità e del mondo, quando afferma: l’anima è un libro scritto.
Nell'immagine "Mercurio XXXXII", carta per Tarocchi con Mercurio dalla serie detta dei Tarocchi del Mantegna, databile tra il 1465 e il 1500, realizzata dal Maestro dei Tarocchi, conservata presso il Gabinetto Disegni e Stampe, Fondo Corsini, Istituto Centrale per la Grafica (immagine © Calcografica.it, licenza CC BY-NC-ND 2.5 IT).
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.

